Il Caffè verde è Coffea arabica L.
Il caffè è una delle bevande più consumate nel mondo e noi Italiani tra moka ed espresso siamo tra i primi della lista!
Il nome caffè, per tutti, è sinonimo del famoso oro nero, per noi Italiani ne basta una tazzina per svegliarsi e iniziare la giornata con la giusta carica.
Il caffè, però, dal punto di vista scientifico è l’estratto del chicco tostato che si ottiene dalle piante del genere Coffea. Le principali sono:
- la Coffea arabica L.
- la Coffea canephora o rubusta
Le meno utilizzate, invece, sono la Coffea liberica e la Coffea excelsa.
La Coffea robusta si distingue per un maggiore contenuto di caffeina, il principio attivo contenuto nel caffè.
La Coffea arabica L., oltre ad essere la pianta più diffusa, è anche quella da cui si ottengono gli estratti di Caffè verde per l’utilizzo in fitoterapia o negli integratori alimentari, quella a cui si riferiscono la maggior parte degli studi che valutano le proprietà dell’estratto secco dei chicchi.
L’albero di Coffea arabica L., inoltre, vanta una storia antica. Originario del Corno d’Africa, deve il proprio nome agli Arabi che vantano un’antica tradizione di coltivazione della pianta.
Le leggende sulle origini africane e arabe della storia del caffè si perdono lontano, nella notte dei tempi, quando iniziò la lunga tradizione d’uso della bevanda più bevuta al mondo.
#METTERSINFORMA Lo sapevi che il chicco di #caffè verde ha proprietà dimagranti?Caffè verde: cosa lo rende così speciale?
Oggi, l’albero di Coffea arabica L. è coltivata nelle umide zone sub-tropicali fino ai 900 metri in varie zone del mondo, il Brasile in primis, dove ha trovato il giusto compromesso tra temperatura e umidità per offrire un chicco dalla composizione unica.
Una volta all’anno si raccolgono i frutti maturi di piante di almeno 3 - 4 anni. Questi, vengono essiccati al sole o in corrente di aria calda, attivando un processo di fermentazione del frutto che porta al chicco di caffè verde.
La successiva tostatura permette di ottenere i chicchi che, opportunamente miscelati, costituiranno le diverse miscele di caffè nero.
La tostatura è il processo che fa la differenza per molti aspetti e, nel controllo del peso corporeo, quello che ci interessa è la concentrazione di caffeina.
Il Caffè verde o crudo, infatti, contiene una quantità minore di caffeina rispetto a quello tostato ma sembrerebbe sufficiente per regolare l’ago della bilancia e favorire la perdita di peso, evitando i noti effetti avversi della caffeina, come:
- ansia
- agitazione
- insonnia
- aumento della pressione arteriosa
- tachicardia
- aritmie
La caffeina è poca in un chicco di caffè verde, ma basta per perdere peso?
Il recente interesse nei confronti del caffè verde sarebbe da attribuirsi al suo ridotto contenuto di caffeina rispetto al caffè nero o tostato, sufficiente comunque a garantire l’efficacia dell’estratto nel controllo del peso corporeo.
L’estratto di semi di caffè è indicato per la sua azione tonica e di sostegno metabolico associata a un'utile azione antiossidante.
Il caffè verde si distinguerebbe non solo per la minore quantità di attivo, ma anche per il fatto che fornisce caffeina legata all’acido clorogenico.
Tale derivato sembrerebbe vantare una migliore biodisponibilità della caffeina che viene lentamente liberata nell’organismo evitando i picchi di concentrazione dell’attivo tipici dell’estratto di caffè nero.
In tal modo, diminuirebbero gli effetti eccitatori negativi sulla pressione sanguigna e sul sistema nervoso, mantenendo però l’effetto di aumento della termogenesi del metabolismo, di stimolo della normale lipolisi e di attivazione della termogenesi dagli alimenti che favorirebbero il calo del peso.
Altri costituenti del Caffè verde e raccomandazioni utili
L’estratto di caffè verde è ricco anche in acido clorogenico, polifenoli e vitamine ad azione antiossidante.
L’acido clorogenico, oltre a regolare il rilascio controllato di caffeina, sembrerebbe essere un protettore cardiovascolare: regolerebbe la pressione sanguigna e favorirebbe la normalizzazione dei livelli di colesterolo.
Inoltre, sembrerebbe anche un potenziale coadiuvante per la normale funzionalità e regolarità intestinale.
I polifenoli, poi, sembrerebbero regolare anche il normale metabolismo di trigliceridi e colesterolo. Sono comunque necessari ulteriori studi per accertare tale attività e soprattutto la potenza “controllata” di questo estratto.
Nello specifico, sebbene l’estratto di caffè verde sembrerebbe essere più blando di quello di caffè nero, contiene comunque caffeina. Si tratta di quantità minori, ma è pur sempre presente.
L'estratto è sconsigliato in gravidanza e nei bambini e nelle persone con problemi di tachicardia, ipertensione e ulcera peptica o ernia iatale.
Inoltre, la caffeina interferisce con alcuni farmaci per il cuore e stimolanti del sistema nervoso. Il parere del Medico è, quindi, sempre necessario per scegliere in consapevolezza e sicurezza. E diventa essenziale per tutti coloro che non possono bere il caffè in tazzina.
Abbiamo visto che quando ci si focalizza sul controllo del peso corporeo sia l’estratto di caffè verde che una tazzina di oro nero funzionano grazie alla caffeina. Nel caffè verde la quantità di caffeina è minore ma gli effetti, anche quelli avversi, rimangono anche se apparentemente smorzati!
Attenzione quindi: prima di provare il caffè verde per uno sprint metabolico è necessario capire se è adatto alla persona. Il medico è il riferimento per una scelta sicura per controllare il peso in sicurezza!